
In questi ultimi mesi sto affrontando la realizzazione di piccoli siti dinamici, completi di pannello di amministrazione.
Il linguaggio è PHP, il database è MySQL, il server è Linux e il webserver è... Apache! Ebbene sì, si tratta del classico ambiente LAMP.
La novità è che, per affrontare i progetti, non scrivo "codice selvaggio", ma mi appoggio ad un framework open source chiamato CodeIgniter.
Il framework è versatile, comodo e accompagnato da una nutrita schiera di estimatori e programmatori.
Purtroppo, come spesso accade nel mondo delle apllicazioni web, essendo il framework una "creatura" inglese, non ha affrontato nativamente il problema dei caratteri speciali: à, è, é, ì, ò, ù (per noi italiani, ad es.).
Questo problema mi è diventato palese nel momento in cui ho cercato di trasmettere stringhe di ricerca con simili caratteri all'URI segmentato tipico di CodeIgniter (quando non si desidera utilizzare la classica querystring: pippo.php?c=prendi&m=fai&v=questo).
Il framework, infatti, per motivi di sicurezza (indiscutibili), ammette nei suoi URI questa serie di caratteri:
a-z 0-9~%.:_\-
Nel momento in cui un italiano scrive in un modulo di ricerca "gravità" appare a video un pagina bianca che riporta il seguente errore:
The URI you submitted has disallowed characters.
Per risolvere la questione ho dovuto perdere un paio di giorni di ricerche su Google e alla fine ho trovato questo salvifico articolo:
CodeIgniter 1.7: The URI you submitted has disallowed characters.
Se avete lo stesso problema, andate in system/libraries e aprite il file URI.php alla linea 189 e modificate:
if ( ! preg_match("|^[".str_replace(array('\\-', '\-'), '-', preg_quote($this->config->item('permitted_uri_chars'), '-'))."]+$|i", $str))
così:
if ( ! preg_match("|^[".str_replace(array('\\-', '\-'), '-', preg_quote($this->config->item('permitted_uri_chars'), '-'))."]+$|i", rawurlencode($str)))
Questa soluzione si applica a CodeIgniter 1.7.
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Image From: CarloCab
Titolo provocatorio, vero ? 
Non è altro che il pensiero di AgoAgo, un collega SEO che ha portato alla luce alcune considerazioni particolarmente interessanti..e pensare che tutto è nato da una penalizzazione
"..possibile che certe situazioni (per esempio microsoft e yahoo che non offrono un'alternativa ad adsense) indignino solo me?
Possibile che nessun giornalista del settore abbia dubbi e scriva su quotidiani nazionali di cartelli palesi? Di serp condizionate? Di spartizioni di marcato (A e B non mi rompete le balle sui sistemi operativi, noi C e B rinunciamo al mercato pubblicitario e noi A e C non facciamo dei portali).
Possibile che se io duplico su di un mio sito un vostro contenuto-pagina mi becco una denuncia (giustamente) mentre se lo fa un motore con il link "cache" nessuno dica nulla?
Possibile essere pagati per esporre dei messagi pubblicitari senza avere nessuna idea di come venga calcolato quanto ci viene corrisposto?
Possibile che benche' in italia siano considerati illegali i siti di webcam dove si interagisce con esibitori-esibitrici che si spogliano su richiesta Google pubblicizzi su google.it decine di questi siti? Se in italia una cosa e' illegale e' altrementi illegale pubblicizzarla.
Se in italia e' vietato vendere mariuana e' parimenti illegale in italia pubblicizzare un sito svizzero che vende mariuana. Anche qualora in svizzera fosse legale.
Possibile mostrare su youtube migliaia di video coperti da copyright?
Questa loro convinzione di essere al di sopra di tutto e tutti mi infastidisce quanto il generale silenzio assenso generale che di fatto li legittima a fare cosa come quando quello che gli pare.
E visto che siamo in vena di sincerita' vi diro' che la figura del seo "classico" e' destinata a scomparire. G ormai da pochissimo peso a cosa e come e' scritto un contenuto.
Conta l'anzianita', i backlink a tema e storici, i marchi-brand trattati, numero accessi e via dicendo. Contano le conoscenze, gli accordi commerciali, capitali da investire.
Gli ultimi (arrivati) rimarranno ultimi ed i vecchi primi rimarranno ai vertici, e non c'e' seo che tenga.
Al massimo, nel migliore dei casi, il bravo seo riuscira' a far riapparire in serp una sua pagina bannata, ma con che vantaggio? Nessuno.
Se prima il suo sito faceva 100 accessi dai motori continuera' a fare 100 accessi come prima, perche' il suo sito per i motori vale 100 accessi, con o senza quella pagina.
Gli accessi dai motori non sono proporzionali al numero delle pagine che contiene ma al valore globale del sito. Ed il valore non cresce all'aumentare delle sue pagine.
Content is not the king, content is nothing."
Il discorso di AgoAgo è forse un pò troppo pessimistico ma...con i tempi che girano, non è proprio così surreale..e forse con il tempo la figura del SEO, almeno per come la conosciamo oggi, sarà destinata a sparire.. E qualcuno disse:
"Non ci resta che piangere" 
BlogMagazine, di cui si è già parlato in un altro articolo, ha raggiunto il quarto numero e sta mietendo un discreto successo all'interno della comunità di blogger italiani.
Nel numero di giugno si segnala un articolo scritto da Riccardo Mares (Merlinox), per l'appunto I rivali di Google, dove si parla dei possibili "avversari" di Google, ossia di quei motori di ricerca semantici che cercano di tradurre le ricerche degli utenti nel modo più naturale, coerente e ricco di significato possibile.
I loro nomi, ancora in acquisizione di una certa popolarità, sono: Bing, Wolfram Alpha e Cuil. L'obiettivo di tutti è quello di arrivare a tradurre le domande degli utenti in risposte realmente pertinenti. Ad esempio, dal sito di Cuil si legge che la filosofia che sta dietro a questo neonato motore di ricerca è quella di risolvere due dei più grandi problemi della ricerca: come indicizzare l'intero web (e non solo una sua parte) e come analizzare e ordinare le pagine in modo che i risultati siano rilevanti.
Ovviamente, tutto questo vale in linea di principio, perché i risultati pratici sono ancora ben lontani, specie se paragonati al monstre Google. Tuttavia, lo sforzo non sarà forse inutile se almeno uno di questi motori riuscirà a scalzare dal monopolio la grande G di Mountain View, California.

Se volete che il vostro blog sia ottimizzato perfettamente dal punto di vista SEO, allora Wordpress diventa una scelta d'obbligo. Non è solo il mio parere, ma anche quello di Matt Cutts, sì proprio lui, lo specialista che lavora alla sede Google di Mountain View in California.
Matt Cutts ha infatti detto che WordPress si prende cura di circa l’80-90% di tutti gli aspetti SEO. Wordpress nel corso degli anni è diventata veramente una grande piattaforma, seguita da tantissimi appassionati e sviluppatori che hanno prodotto plugins free solo per il SEO. Così come per la disponibilità di temi (veramente immensa), Wordpress non ha rivali.
Semplicità di installazione e facilità d'uso, nonchè di manutenzione (le ultime versioni si aggiornano in automatico) hanno reso Wordpress un must, sia tra gli specialisti SEO che si occupano di creare piattaforme ottimizzate on-site dal punto di vista dei motori di ricerca, sia per i semplici hobbisti, che cercano appunto, una piattaforma facile da gestire e facilmente ampliabile.
Che aspettate allora ? Happy wordpressing 
Si chiama BlogMagazine ed è una nuova iniziativa editoriale completamente gratuita e online (in pieno spirito Web 2.0), realizzata da e per blogger italiani mediante contributi originali (rilasciati con Licenza Creative Commons), sotto la direzione di Giuliano Ambrosio, artefice del progetto digitale.
La rivista si sfoglia direttamente online attraverso un'applicazione Flash fornita dal servizio (anche questo Web 2.0) Issuu, che trasforma i documenti statici (Word, PDF, etc.) in, appunto, oggetti animati in Flash che possono essere navigati tridimensionalmente come un libro vero e proprio.
Il magazine si occupa di svariati temi (prevedendo di introdurne degli altri in futuro): tecnologia, SEO, web, design, sistemi operativi, software, console, ma non solo. C'è spazio anche per il gossip, il cinema, la salute e per tutto ciò che solleticherà la curiosità dei redattori e del pubblico. Perché alla base di questa nuova rivista c'è sempre la parola d'ordine che circola da alcuni anni nella Rete: interazione.
Fra le aspirazioni di Ambrosio, come dichiara nel suo editoriale, c'è anche la possibilità un giorno di portare BlogMagazine sulla carta e di diffonderlo quindi anche fra chi non è avvezzo al "mondo virtuale".
Per questo primo numero si consiglia la lettura di un articolo sul SEO (indirizzato principalmente a chi ha un blog) scritto dal blogger e web designer Francesco Gavello, intitolato Ottimizza per essere meglio indicizzato.
di Manolo De Agostini
Fonte: Tom's Hardware
La possibilità di disattivare Internet Explorer 8 (e altri componenti) di Windows 7, convince in parte Opera Software, azienda concorrente di Microsoft nel settore browser.
Opera, lo ricordiamo, è l'azienda che ha fatto scoppiare il caso IE in Commissione Europea, il cui organo antitrust sta indagando per trovare una soluzione all'integrazione di IE in Windows, una situazione ritenuta lesiva della concorrenza.
Jon S. von Tetzchner, CEO di Opera Software, ha dichiarato che la mossa di Microsoft è un segnale positivo, anche se non la ritiene la migliore soluzione. Opera continua a ritenere più azzeccata, al momento, una finestra che durante l'installazione del sistema operativo visualizzi una lista di browser, da cui l'utente può scegliere la soluzione che più l'aggrada.
Il sogno dell'azienda norvegese, però, è vedere Internet Explorer fuori da Windows, un componente completamente diviso, come lo sono i browser concorrenti. "Non siamo vicini al giusto risarcimento per anni di danni che crediamo Internet Explorer abbia causato al mercato dei browser e al web intero", ha concluso von Tetzchner.
Parole di fuoco, di rivalsa e di battaglia: per Microsoft il caso IE sarà una nuova odissea, in cui dovrà difendersi da concorrenti che hanno alzato la cresta e sono più spietati che mai.
Riporto qui di seguito una traduzione parziale di un ottimo articolo tratto dal Blog di SEOmoz, in cui si parla dei benefici indiretti ma preziosi offerti a un sito web da contenuti ricchi di valore aggiunto (originalità, chiarezza, autorevolezza, etc.), presentati nel miglior modo possibile.
Innanzitutto, per contenuto non intendo l'utilizzo o l'ottimizzazione delle parole chiave. Sto parlando di come la presentazione e l'architettura del contenuto di una pagina in testo, immagini e multimedia possono essere ottimizzate per i motori di ricerca. La cosa singolare è che molte di queste raccomandazioni sono effetti di secondo ordine. Avere la giusta formattazione o esposizione non farà crescere necessariamente il vostro posizionamento in modo diretto, ma attraverso ciò è molto più probabile guadagnare link, ottenere click ed eventualmente trarne vantaggio nelle classifiche di ricerca.
Struttura del contenuto
Poiché il SEO è diventato una parte integrante del miglioramento di un sito web, non è sorprendente che la formattazione del contenuto - le scelte di presentazione, stile e layout che fate per il vostro contenuto - sia una parte del processo. Scegliere caratteri sans serif (senza grazie) come Arial e Helvetica sono scelte sagge per il web; in particolare è stato molto elogiato dagli esperti per la sua usabilità/leggibilità il carattere Verdana.
La scelta del carattere è accompagnata, per importanza, dalle questioni di dimensione e contrasto. Caratteri più piccoli di 10pt in genere sono veramente difficili da leggere e in ogni caso dimensioni relative (non assolute) del carattere sono raccomandate, così gli utenti possono impiegare le opzioni del browser per aumentarne/diminuirne la dimensione, appunto. Il miglior contrasto - la differenza di colore tra lo sfondo e il testo - rimane sempre quello tra il colore nero del testo su uno sfondo bianco.
La lunghezza del contenuto è un altro punto critico nel processo di ottimizzazione, che può giocare un grosso ruolo nel caso in cui il vostro materiale sia facile da consumare e facile da condividere. Testi molto lunghi spesso non si adattano bene al web, mentre contenuti brevi e facilmente digeribili spesso hanno più successo. Sfortunatamente, suddividere un testo lungo in più segmenti spesso si può ritorcere contro, così l'abbandono della pagina aumenta mentre l'attrazione dei link fallisce - l'unico vantaggio sono le visualizzazioni della pagina per visita (ecco perché molti siti orientati al CPM - costo per mille impressioni - utilizzano questa tattica).
Infine, nell'ottimizzazione del contenuto è importante la presentazione del materiale: un design bello, semplice, facile da usare raccoglie molti più lettori e link di un contenuto povero e poco chiaro.
L'autore continua poi a illustrare altre tecniche di otimizzazione, che vanno dall'uso corretto e semantico dei fogli di stile a quella che, forse, è la pratica più importante di tutte, cioè l'unicità e la profondità del contenuto.
In sintesi estrema, i criteri da seguire sarebbero:
- 30-35 parole uniche che formino frasi uniche e analizzabili, che altri siti o pagine non hanno;
- un contenuto testuale HTML unico, che sia differente da tutte le altre pagine del sito;
- titoli e descrizioni della pagina (meta tag) unici;
- unico contenuto di video/audio/immagine.
Per ulteriori suggerimenti, vi rimando all'articolo originale (in inglese): Best Practices for Content Optimization
Non sono sicuro che il problema che ho incontrato ultimamente riguardi l'ultima release del famosissimo WordPress (la 2.7, per intenderci, scaricabile in italiano QUI), ma se provate a inserire una galleria di immagini in un vostro post e il risultato è una pagina bianca, allora siete giunti nel posto giusto!
Il problema non nasce da permessi di scrittura non corretti (per questo vi rimando al forum italiano di WordPress, dove potrete trovare diverse risposte riguardo a directory WP-content non scrivibile), bensì, nel mio caso, dal fatto che i link che accompagnavano le thumbnail della galleria venivano scritti in maniera scorretta.
Ad esempio, in questo modo:
<a href="http://miosito.it/2008/12/14/permalink/nome_immagine/' title='nome_immagine'>.
Dov'è il problema? Semplicemente, nella scrittura del tag A: l'attributo HREF si apre con apici doppi (") e termina con apice singolo (') e questo non è assolutamente corretto in HTML.
La soluzione, dopo un po' di giri in qua e in là per la reference di WordPress, è facile.
Adesso le vostre gallerie si dovrebbero vedere perfettamente!
Sui principi del CRAP (Contrasto Ripetizione Allineamento Prossimità) che dovrebbero guidare ogni buon web designer rimando all'ottimo articolo di LineHeight. Vorrei qui soffermarmi, invece, su alcune considerazioni più pratiche, magari scontate, ma mai abbastanza ripetute.
Le immagini
La grafica per il web, a differenza di quella utilizzata per la stampa, ha a che fare con immagini per il video. Ciò significa che è sufficiente una risoluzione pari a 72 dpi e che il metodo di colore è l’RGB e non il CMYK. Un’altra forte limitazione consiste nel fatto che le pagine web possono accogliere solo immagini salvate in uno di questi 3 formati: GIF, JPEG o PNG.
Pur essendo l’ADSL molto diffusa oggigiorno, è consigliabile creare immagini con un buon rapporto qualità/peso che si aggiri tra i 20 e i 50KB per ognuna di esse. Bisogna infatti ricordarsi che più una pagina web è leggera, in termini di dimensioni, prima viene caricata dal browser e meno deve attendere l’utente per vederla.
I testi
La scelta del carattere condiziona fortemente la sua leggibilità. Anche se non è una regola assoluta, per il web è meglio utilizzare caratteri sans-serif o senza grazie (Verdana, Arial, etc.), più leggibili, anche quando le loro dimensioni sono piccole (10 pixel), rispetto ai caratteri con grazie o serif (Times, New York, etc.), diffusamente usati in tipografia.
Inoltre, occorre ricordare che non tutti i browser visualizzano i testi con l’anti-aliasing, ossia ammorbidendo e allisciando le linee dei caratteri in modo da ridurre l’effetto di scalinatura che si produce quando un segnale a bassa risoluzione viene mostrato ad alta risoluzione.
Per questo motivo, se si desidera un testo con l’anti-aliasing, è opportuno farne un’immagine. Stessa “traduzione” andrebbe fatta per gestire effetti speciali su un testo al passaggio del mouse.
Non conviene, invece, utilizzare massivamente le immagini al posto del testo, perché i motori di ricerca preferiscono in genere siti ricchi di parole chiave, pertinenti e pregnanti. Si raccomanda pertanto un certo equilibrio fra testo e immagini nella stesura della pagina web.
I colori
L’uso dei colori dovrebbe sottostare al principio del maggior contrasto possibile. Inoltre, per riempire gli elementi della pagina, è buona norma non usare colori piatti ma utilizzare dei gradienti, ossia dei riempimenti che sfumano da un colore ad un altro, meglio se si tratta di un tono più chiaro ed uno più scuro dello stesso colore. Il gradiente assicura un effetto di classe.
Riguardo al contrasto fra testo e sfondo, è inutile ribadire che la migliore leggibilità in assoluto si ottiene col classico binomio: carattere nero su pagina bianca. Tuttavia, sono possibili anche altre combinazioni, magari da utilizzare con cautela, riservandole a zone particolari della pagina web e lasciando invece i testi principali (quelli, cioè, che vanno letti) sul nero/bianco.
Si sconsiglia vivamente di invertire il contrasto classico, ricorrendo a testo bianco su pagina nera, perché poco leggibile, soprattutto per gli ipovedenti.
Le dimensioni
Una pagina web si sviluppa in verticale a seconda della lunghezza dei suoi contenuti e naturalmente gli elementi in alto vengono letti prima e meglio di quelli in basso. È consigliabile quindi di non inserire testi troppo lunghi e, se proprio occorre farlo, di spezzarli in più pagine.
Per quanto riguarda lo sviluppo orizzontale della dimensione di una pagina si deve porre molta attenzione ad un unico limite: la risoluzione del monitor. Un contenuto testuale o un’immagine che superino la larghezza del monitor comportano la comparsa in basso della barra di scorrimento orizzontale e l’occultamento di una parte del sito.
Benché i monitor attuali abbiano quasi tutti risoluzioni ampie, conviene sempre pensare a una risoluzione media di 800x600 pixel o, al massimo, 1024x768 pixel. Così facendo, si può stabilire che la pagina web non deve superare in larghezza i 760 o 960 pixel circa. E, in questo caso, una dimensione buona per i caratteri è 12 pixel.
L’alternativa è pensare a un layout della pagina fluido, ossia con larghezza in percentuale che possa coprire tutto lo schermo. Di conseguenza, si può dare una dimensione fluida anche al carattere utilizzato nel sito in modo che si adatti sempre alla risoluzione del monitor (più alta è la risoluzione, più grande dev’essere il carattere e viceversa).
Naturalmente, anche in questo caso non si può dimenticare un minimo di larghezza entro cui devono disporsi gli elementi visualizzati.
In un articolo del 9 novembre scorso, intitolato SEO is dead, micah (sviluppatore del blog Learn to Duck) afferma che l'attività di SEO (Search Engine Optimization), così come è stata intesa finora, è destinata ad estinguersi nel giro di 3 anni. La causa?
Semplicemente, la nascita e la grande diffusione di social network come Twitter o Facebook e altri hanno provocato un forte spostamento nelle "preferenze" dei motori di ricerca, che premiano nel posizionamento i contenuti generati dagli utenti di social network, in quanto sono rilevanti, aggiornati, validi e reali.
In realtà, da ciò che scrive micah si capisce che anche i siti creati con CMS (Content Management System) orientati ai principi del SEO (in primis, WordPress) sono destinati a sopravvivere, se integrano perfettamente i contenuti del sito con tutte quelle caratteristiche raccomandate per posizionare al meglio il sito stesso, senza uscire dallo sforzo generale delle strategie di marketing che vogliono sostenere e promuovere l'attività di un'azienda.
L'attività di SEO deve essere parte integrante dell'organizzazione di un'azienda che vuole essere visibile sul web. Quando si pensa a un prodotto o ad un contenuto, deve essere pensato da subito nel modo migliore perché sia accettato dai motori di ricerca.
Ma tutto questo potrebbe non bastare...
Per questo motivo, l'autore dell'articolo consiglia di rimuovere dalle proprie strategie SEO la parola search engine e di sostituirla con social media, per istituire un'attività SMM (Social Media Marketing). Catturare l'attenzione delle relazioni sociali fra gli utenti del web e "capitalizzarla" diventano gli obiettivi principali del marketing del futuro.
Avrà forse più valore aprire un negozio virtuale su Second Life, piuttosto che rendere le pagine del proprio sito ottimizzate per Google.
Ma il consiglio migliore di micah è quello di assumere in azienda un "evangelista", qualcuno cioè che abbia doti di comunicazione "virtuale" tali da poter creare un polo di attrazione degli utenti web. Insomma, anche l'uomo-sandwich di ottocentesca memoria si è evoluto finalmente!