Link Popularity. Uno dei fattori più importanti per ottenere visibilità e posizionamento. Una volta era tutto più semplice per salire di posizione nelle SERP tramite backlinks, perchè il tutto funzionava più o meno così:
quando molti seo/sem/webmasters si accorsero che la Link Popularity cominciava a diventare un fattore determinante per il posizionamento, vennero create le cosidette "Link Farms", intrecciando scambi di links di tutti i generi (anche con siti affatto pertinenti con i propri contenuti) al fine di avere quanti più links possibili senza alcun beneficio per i propri visitatori). Trattandosi, dunque, di una tecnica un poco scorretta o comunque "innaturale", Google e altri motori di ricerca attuarono forti penalizzazioni. E ovviamente le attuano anche adesso, nella maniera più bruta possibile 
Al giorno d'oggi la Link Popularity dev'essere ottenuta naturalmente, ovvero, possibilmente senza scambio reciproco di link e sopratutto con siti a tema.
Cosa fare, allora, per spingere la nostra Link Popularity ?
Con un metodo chiamato "Distribuzione dei contenuti".
Andiamo per punti: prima di tutto, in un blog sopratutto, ma anche in un sito di vario genere, sono importanti i contenuti. E una volta che si hanno i contenuti si deve trovare il modo di presentarli al mondo 
Ecco che un buon metodo allora potrebbe essere quello di scrivere a un'altro blog più o meno famoso (e a tema) chiedendo la pubblicazione del nostro articolo..e quindi relativo link al nostro sito.
Un altro modo per farsi conoscere che ho sperimentato con successo è cercare blog con argomenti simili al nostro e postare nei commenti la nostra opinione sul tema affrontato, inserendo ovviamente il link al nostro articolo. Occhio a una cosa però: tutto questo lavoro diventa abbastanza inutile se il blog in questione ha il rel="nofollow" (dice allo spider di non seguirne il contenuto) nei commenti !! A tal proposito vi segnalo uno script di Kerouac che vi indica se un determinato blog basato su Wordpress ha i commenti con il nofollow. Flickr, Segnalo e OkNotizie purtroppo ne fanno uso già da tempo.
Stesso discorso vale anche per i forum. Per esempio un forum valido potrebbe essere quello di GiorgioTave. Ho sperimentato che il link in firma ad esso e i link nei topic, vengono indicizzati alla velocità della luce e il posizionamento è ottimo.
Come ultimo rimane il discorso sulle directory. Non è vero che l'iscrizione del proprio sito in molte directory che offrono questo tipo di servizio, non serve a niente. Yahoo! , essendo "meno esigente" di Google, ritiene validi e conteggia i backlinks provenienti da directory, basta che queste abbiano un minimo di popolarità. E, spesso, molte directory non vogliono il link "di favore" indietro (sopratutto se il nostro sito è un eCommerce).
Di recente Google ha creato Doctype, un progetto che vuole essere una enciclopedia aperta e un archivio di fonti (HTML, JavaScript, CSS e così via) utili per tutti coloro che sviluppano applicazioni web.
Lo slogan è by web developers, for web developers e la filosofia è ancora più semplice: il web è open, aperto e basato sull'interscambio, Google ha fatto la sua fortuna con il web e allora perché non aiutare gli sviluppatori del web?
Lodevole nelle intenzioni, impressionante nell'ambizione: quella di costruire una web reference che corrisponda esattamente a ciò di cui uno ha bisogno per creare applicazioni Internet. Ma si sa Google non scherza quando investe su nuove applicazioni, funzionalità o risorse.
Che cosa dire? Staremo a vedere l'evoluzione di questo interessante e, almeno sulla carta, importante progetto.
Come si costruisce un sito per internet?
Non è facile rispondere, benché io abbia accumulato a tal riguardo una discreta esperienza nel corso degli anni. Propongo, per questo motivo, di partire da un atomo concettuale, naturalmente non esauriente per sua stessa natura: realizzare un sito web è una alchimia.
Non ho usato il termine “chimica”, perché il sito non viene creato solo dalla mera combinazione di diversi aspetti (grafici, multimediali, tecnici, ergonomici, etc.), ma tende a creare qualcosa di diversamente “alto” (un po’ come cercare di ottenere l’oro dal piombo).
Non ho neppure usato il termine “arte”, perché, nel senso etimologico di tecnica, il sito è il risultato di procedimenti anche intuitivi, non solo legati necessariamente ad un archivio di procedure già codificate.
Ma mi sto dilungando... Arrivo dunque al punto, cercando di rispondere alla prossima domanda.
Quali passi bisogna seguire per creare un sito web?
Potrei continuare, ma preferisco rispondere ed affermare un ulteriore concetto che consegue da quanto appena detto: creare un sito web è un’attività di problem-solving.
È necessario armarsi di pazienza e di taccuino e, come ogni buon programmatore che si rispetti sa, fare una sorta di diagramma di flusso delle operazioni che occorre attuare e prevedere per approntare un sito web navigabile, stabile, performante e gradevole (se non accattivante).
Quindi, il primo passo è chiarire bene a se stessi e agli altri che cosa si vuole ottenere. Una vetrina dal bel design, ma fondamentalmente inutile perché statica e monolitica. Un magazzino stracolmo di casse variopinte nel quale perdersi irrimediabilmente. Un film spettacolare che già alla quarta visione spingerà lo spettatore a chiedere il rimborso del biglietto.
Il secondo passo consiste nell’ideazione del layout grafico del sito. A tutta pagina, a due o tre colonne, con filmato introduttivo oppure completamente in Flash, sulle tonalità del verde o con inserti rossi sul bianco ed il nero, squadrato o rotondeggiante, stile blog o stile portale verticale, etc. Ci sarebbe da sbizzarrirsi, se non fosse che esistono i famosi “paletti” di compatibilità: risoluzione monitor, sistema operativo, browser, etc. Prima di lanciarsi in spericolate grafiche futuristiche, conviene pertanto considerare bene quali sono le possibilità offerte e le conoscenze possedute.
Ora si può passare alla traduzione della grafica scelta nella pagina web vera e propria, che potrà più o meno complicarsi a seconda del grado di interattività che dovrà avere il sito (AJAX, PHP, ASP, etc.). Questo è il momento fatidico in cui bisognerà confrontare la visualizzazione di ciò che si desidera con quella resa dai vari browser circolanti. Passerei però direttamente alla prossima fase, perché non mi piace affatto enumerare i tanti caduti sul campo di battaglia nella ricerca del Santo Graal: la compatibilità cross-browser!
Fatti tutti i controlli del caso, ora si può pubblicare il sito e godersi il meritato riposo e la gloria dei posteri. Sempre che il sito sia stato ottimizzato e predisposto per i motori di ricerca… Ma tutto questo riguarda l’attività SEO!
Web 3.0 articolo molto divertente di Jeffrey Zeldman su cosa vuol dire al giorno d’oggi fare web development
Capire il web design altro articolo di Jeffrey Zeldman su web design e sua definizione
Cos’è Web 2.0 articolo, oserei dire “storico”, di Tim O’Reilly sul Web 2.0
Ultimamente l'attività del Consulente SEO sta cambiando.
I tantissimi fattori "on-site" (ovvero l'ottimizzazione delle pagine del sito in sè) hanno sempre meno risalto.
Ora è quasi tutto basato su: Link Popularity (rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Backlink) e volume di traffico. Ebbene sì, già da tempo si pensa che il signor Google tenga conto del volume di traffico verso un sito. E la Link Popularity si stà avviando sempre più verso un processo del tutto naturale. Le varie link farm (i siti web contenenti un numero elevatissimo di link) non servono più e portano solo a penalizzazioni. I link reciproci hanno perso tantissimo valore.
Un buon link deve arrivare da un sito a tema con un buon PR (Page Rank, rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Page_rank) e possibilmente con una keyword ideale nell' anchor text. La presenza delle keywords nell'anchor text migliora la pertinenza alle keyword usate della pagina di destinazione. E il link in entrata dev'essere del tutto naturale; gli scambi di links sono mal visti perchè considerati artifizi per aumentare la link popularity artificiosamente.
In poche parole per avere un buon link che punti al nostro sito e per far sì che esso abbia valore, servono i contenuti. Contenuti validi e originali fanno molto piacere, sia agli utenti, sia ai motori di ricerca.
Anche la frequenza di aggiornamento di un sito è importante. Certo, dipende molto da che tipo di sito si tratta, ma per un blog, per esempio, è fondamentale. Così come la sitemap (la mappa del sito) è importante ! E non vai mai dimenticata, perchè migliora e accelera notevolmente l'indicizzazione di un sito internet !
Ci sono tantissimi altri fattori importanti per ottenere un buon punteggio di qualità e, quindi, un buon posizionamento dai motori di ricerca , quali:
La velocità di risposta del server sul quale sono ospitate le pagine web. Un sito che è lento a rispondere alle nostre richieste è seccante, vero ?
L'uptime. L'intervallo di tempo in cui un server è stato ininterrottamente acceso e correttamente funzionante.
Anzianità del dominio. Un dominio anziano è un dominio che ha costruito la sua reputazione grazie ad uno sforzo continuato e costante nel tempo. Al contrario, siti appena nati devono dimostrare di saper proporre contenuti interessanti. Questo sembra essere il motivo per cui spesso i siti giovani vengono penalizzati (o meglio, a parità di contenuti non raggiungono la visibilità dai concorrenti più anziani).
Insomma, bisogna stare sempre aggiornati 
Per finire vi lascio a una bella lettura...consigliandovi questo articolo: http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/
per l'appunto... a tema 