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Image From: CarloCab
Titolo provocatorio, vero ? 
Non è altro che il pensiero di AgoAgo, un collega SEO che ha portato alla luce alcune considerazioni particolarmente interessanti..e pensare che tutto è nato da una penalizzazione
"..possibile che certe situazioni (per esempio microsoft e yahoo che non offrono un'alternativa ad adsense) indignino solo me?
Possibile che nessun giornalista del settore abbia dubbi e scriva su quotidiani nazionali di cartelli palesi? Di serp condizionate? Di spartizioni di marcato (A e B non mi rompete le balle sui sistemi operativi, noi C e B rinunciamo al mercato pubblicitario e noi A e C non facciamo dei portali).
Possibile che se io duplico su di un mio sito un vostro contenuto-pagina mi becco una denuncia (giustamente) mentre se lo fa un motore con il link "cache" nessuno dica nulla?
Possibile essere pagati per esporre dei messagi pubblicitari senza avere nessuna idea di come venga calcolato quanto ci viene corrisposto?
Possibile che benche' in italia siano considerati illegali i siti di webcam dove si interagisce con esibitori-esibitrici che si spogliano su richiesta Google pubblicizzi su google.it decine di questi siti? Se in italia una cosa e' illegale e' altrementi illegale pubblicizzarla.
Se in italia e' vietato vendere mariuana e' parimenti illegale in italia pubblicizzare un sito svizzero che vende mariuana. Anche qualora in svizzera fosse legale.
Possibile mostrare su youtube migliaia di video coperti da copyright?
Questa loro convinzione di essere al di sopra di tutto e tutti mi infastidisce quanto il generale silenzio assenso generale che di fatto li legittima a fare cosa come quando quello che gli pare.
E visto che siamo in vena di sincerita' vi diro' che la figura del seo "classico" e' destinata a scomparire. G ormai da pochissimo peso a cosa e come e' scritto un contenuto.
Conta l'anzianita', i backlink a tema e storici, i marchi-brand trattati, numero accessi e via dicendo. Contano le conoscenze, gli accordi commerciali, capitali da investire.
Gli ultimi (arrivati) rimarranno ultimi ed i vecchi primi rimarranno ai vertici, e non c'e' seo che tenga.
Al massimo, nel migliore dei casi, il bravo seo riuscira' a far riapparire in serp una sua pagina bannata, ma con che vantaggio? Nessuno.
Se prima il suo sito faceva 100 accessi dai motori continuera' a fare 100 accessi come prima, perche' il suo sito per i motori vale 100 accessi, con o senza quella pagina.
Gli accessi dai motori non sono proporzionali al numero delle pagine che contiene ma al valore globale del sito. Ed il valore non cresce all'aumentare delle sue pagine.
Content is not the king, content is nothing."
Il discorso di AgoAgo è forse un pò troppo pessimistico ma...con i tempi che girano, non è proprio così surreale..e forse con il tempo la figura del SEO, almeno per come la conosciamo oggi, sarà destinata a sparire.. E qualcuno disse:
"Non ci resta che piangere" 
BlogMagazine, di cui si è già parlato in un altro articolo, ha raggiunto il quarto numero e sta mietendo un discreto successo all'interno della comunità di blogger italiani.
Nel numero di giugno si segnala un articolo scritto da Riccardo Mares (Merlinox), per l'appunto I rivali di Google, dove si parla dei possibili "avversari" di Google, ossia di quei motori di ricerca semantici che cercano di tradurre le ricerche degli utenti nel modo più naturale, coerente e ricco di significato possibile.
I loro nomi, ancora in acquisizione di una certa popolarità, sono: Bing, Wolfram Alpha e Cuil. L'obiettivo di tutti è quello di arrivare a tradurre le domande degli utenti in risposte realmente pertinenti. Ad esempio, dal sito di Cuil si legge che la filosofia che sta dietro a questo neonato motore di ricerca è quella di risolvere due dei più grandi problemi della ricerca: come indicizzare l'intero web (e non solo una sua parte) e come analizzare e ordinare le pagine in modo che i risultati siano rilevanti.
Ovviamente, tutto questo vale in linea di principio, perché i risultati pratici sono ancora ben lontani, specie se paragonati al monstre Google. Tuttavia, lo sforzo non sarà forse inutile se almeno uno di questi motori riuscirà a scalzare dal monopolio la grande G di Mountain View, California.

Se volete che il vostro blog sia ottimizzato perfettamente dal punto di vista SEO, allora Wordpress diventa una scelta d'obbligo. Non è solo il mio parere, ma anche quello di Matt Cutts, sì proprio lui, lo specialista che lavora alla sede Google di Mountain View in California.
Matt Cutts ha infatti detto che WordPress si prende cura di circa l’80-90% di tutti gli aspetti SEO. Wordpress nel corso degli anni è diventata veramente una grande piattaforma, seguita da tantissimi appassionati e sviluppatori che hanno prodotto plugins free solo per il SEO. Così come per la disponibilità di temi (veramente immensa), Wordpress non ha rivali.
Semplicità di installazione e facilità d'uso, nonchè di manutenzione (le ultime versioni si aggiornano in automatico) hanno reso Wordpress un must, sia tra gli specialisti SEO che si occupano di creare piattaforme ottimizzate on-site dal punto di vista dei motori di ricerca, sia per i semplici hobbisti, che cercano appunto, una piattaforma facile da gestire e facilmente ampliabile.
Che aspettate allora ? Happy wordpressing 
In un articolo del 9 novembre scorso, intitolato SEO is dead, micah (sviluppatore del blog Learn to Duck) afferma che l'attività di SEO (Search Engine Optimization), così come è stata intesa finora, è destinata ad estinguersi nel giro di 3 anni. La causa?
Semplicemente, la nascita e la grande diffusione di social network come Twitter o Facebook e altri hanno provocato un forte spostamento nelle "preferenze" dei motori di ricerca, che premiano nel posizionamento i contenuti generati dagli utenti di social network, in quanto sono rilevanti, aggiornati, validi e reali.
In realtà, da ciò che scrive micah si capisce che anche i siti creati con CMS (Content Management System) orientati ai principi del SEO (in primis, WordPress) sono destinati a sopravvivere, se integrano perfettamente i contenuti del sito con tutte quelle caratteristiche raccomandate per posizionare al meglio il sito stesso, senza uscire dallo sforzo generale delle strategie di marketing che vogliono sostenere e promuovere l'attività di un'azienda.
L'attività di SEO deve essere parte integrante dell'organizzazione di un'azienda che vuole essere visibile sul web. Quando si pensa a un prodotto o ad un contenuto, deve essere pensato da subito nel modo migliore perché sia accettato dai motori di ricerca.
Ma tutto questo potrebbe non bastare...
Per questo motivo, l'autore dell'articolo consiglia di rimuovere dalle proprie strategie SEO la parola search engine e di sostituirla con social media, per istituire un'attività SMM (Social Media Marketing). Catturare l'attenzione delle relazioni sociali fra gli utenti del web e "capitalizzarla" diventano gli obiettivi principali del marketing del futuro.
Avrà forse più valore aprire un negozio virtuale su Second Life, piuttosto che rendere le pagine del proprio sito ottimizzate per Google.
Ma il consiglio migliore di micah è quello di assumere in azienda un "evangelista", qualcuno cioè che abbia doti di comunicazione "virtuale" tali da poter creare un polo di attrazione degli utenti web. Insomma, anche l'uomo-sandwich di ottocentesca memoria si è evoluto finalmente!
Ogni motore di ricerca ha i suoi criteri, implementati in un algoritmo, e questi sono spesso segreti.
La maggior parte funzionano allo stesso modo ma alcuni differiscono di particolari fattori nei criteri di indicizzazione e posizionamento all'interno dei loro indici ed è necessario, quindi, tenerne conto.
Da questa serie di punti si capisce che Google rimane l'MDR (motore di ricerca) più rigido, seguendo una politica di indicizzazione e posizionamento più ferrea rispetto agli altri principali motori.
Link Popularity. Uno dei fattori più importanti per ottenere visibilità e posizionamento. Una volta era tutto più semplice per salire di posizione nelle SERP tramite backlinks, perchè il tutto funzionava più o meno così:
quando molti seo/sem/webmasters si accorsero che la Link Popularity cominciava a diventare un fattore determinante per il posizionamento, vennero create le cosidette "Link Farms", intrecciando scambi di links di tutti i generi (anche con siti affatto pertinenti con i propri contenuti) al fine di avere quanti più links possibili senza alcun beneficio per i propri visitatori). Trattandosi, dunque, di una tecnica un poco scorretta o comunque "innaturale", Google e altri motori di ricerca attuarono forti penalizzazioni. E ovviamente le attuano anche adesso, nella maniera più bruta possibile 
Al giorno d'oggi la Link Popularity dev'essere ottenuta naturalmente, ovvero, possibilmente senza scambio reciproco di link e sopratutto con siti a tema.
Cosa fare, allora, per spingere la nostra Link Popularity ?
Con un metodo chiamato "Distribuzione dei contenuti".
Andiamo per punti: prima di tutto, in un blog sopratutto, ma anche in un sito di vario genere, sono importanti i contenuti. E una volta che si hanno i contenuti si deve trovare il modo di presentarli al mondo 
Ecco che un buon metodo allora potrebbe essere quello di scrivere a un'altro blog più o meno famoso (e a tema) chiedendo la pubblicazione del nostro articolo..e quindi relativo link al nostro sito.
Un altro modo per farsi conoscere che ho sperimentato con successo è cercare blog con argomenti simili al nostro e postare nei commenti la nostra opinione sul tema affrontato, inserendo ovviamente il link al nostro articolo. Occhio a una cosa però: tutto questo lavoro diventa abbastanza inutile se il blog in questione ha il rel="nofollow" (dice allo spider di non seguirne il contenuto) nei commenti !! A tal proposito vi segnalo uno script di Kerouac che vi indica se un determinato blog basato su Wordpress ha i commenti con il nofollow. Flickr, Segnalo e OkNotizie purtroppo ne fanno uso già da tempo.
Stesso discorso vale anche per i forum. Per esempio un forum valido potrebbe essere quello di GiorgioTave. Ho sperimentato che il link in firma ad esso e i link nei topic, vengono indicizzati alla velocità della luce e il posizionamento è ottimo.
Come ultimo rimane il discorso sulle directory. Non è vero che l'iscrizione del proprio sito in molte directory che offrono questo tipo di servizio, non serve a niente. Yahoo! , essendo "meno esigente" di Google, ritiene validi e conteggia i backlinks provenienti da directory, basta che queste abbiano un minimo di popolarità. E, spesso, molte directory non vogliono il link "di favore" indietro (sopratutto se il nostro sito è un eCommerce).
Ultimamente l'attività del Consulente SEO sta cambiando.
I tantissimi fattori "on-site" (ovvero l'ottimizzazione delle pagine del sito in sè) hanno sempre meno risalto.
Ora è quasi tutto basato su: Link Popularity (rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Backlink) e volume di traffico. Ebbene sì, già da tempo si pensa che il signor Google tenga conto del volume di traffico verso un sito. E la Link Popularity si stà avviando sempre più verso un processo del tutto naturale. Le varie link farm (i siti web contenenti un numero elevatissimo di link) non servono più e portano solo a penalizzazioni. I link reciproci hanno perso tantissimo valore.
Un buon link deve arrivare da un sito a tema con un buon PR (Page Rank, rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Page_rank) e possibilmente con una keyword ideale nell' anchor text. La presenza delle keywords nell'anchor text migliora la pertinenza alle keyword usate della pagina di destinazione. E il link in entrata dev'essere del tutto naturale; gli scambi di links sono mal visti perchè considerati artifizi per aumentare la link popularity artificiosamente.
In poche parole per avere un buon link che punti al nostro sito e per far sì che esso abbia valore, servono i contenuti. Contenuti validi e originali fanno molto piacere, sia agli utenti, sia ai motori di ricerca.
Anche la frequenza di aggiornamento di un sito è importante. Certo, dipende molto da che tipo di sito si tratta, ma per un blog, per esempio, è fondamentale. Così come la sitemap (la mappa del sito) è importante ! E non vai mai dimenticata, perchè migliora e accelera notevolmente l'indicizzazione di un sito internet !
Ci sono tantissimi altri fattori importanti per ottenere un buon punteggio di qualità e, quindi, un buon posizionamento dai motori di ricerca , quali:
La velocità di risposta del server sul quale sono ospitate le pagine web. Un sito che è lento a rispondere alle nostre richieste è seccante, vero ?
L'uptime. L'intervallo di tempo in cui un server è stato ininterrottamente acceso e correttamente funzionante.
Anzianità del dominio. Un dominio anziano è un dominio che ha costruito la sua reputazione grazie ad uno sforzo continuato e costante nel tempo. Al contrario, siti appena nati devono dimostrare di saper proporre contenuti interessanti. Questo sembra essere il motivo per cui spesso i siti giovani vengono penalizzati (o meglio, a parità di contenuti non raggiungono la visibilità dai concorrenti più anziani).
Insomma, bisogna stare sempre aggiornati 
Per finire vi lascio a una bella lettura...consigliandovi questo articolo: http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/
per l'appunto... a tema 