Come si costruisce un sito per internet?
Non è facile rispondere, benché io abbia accumulato a tal riguardo una discreta esperienza nel corso degli anni. Propongo, per questo motivo, di partire da un atomo concettuale, naturalmente non esauriente per sua stessa natura: realizzare un sito web è una alchimia.
Non ho usato il termine “chimica”, perché il sito non viene creato solo dalla mera combinazione di diversi aspetti (grafici, multimediali, tecnici, ergonomici, etc.), ma tende a creare qualcosa di diversamente “alto” (un po’ come cercare di ottenere l’oro dal piombo).
Non ho neppure usato il termine “arte”, perché, nel senso etimologico di tecnica, il sito è il risultato di procedimenti anche intuitivi, non solo legati necessariamente ad un archivio di procedure già codificate.
Ma mi sto dilungando... Arrivo dunque al punto, cercando di rispondere alla prossima domanda.
Quali passi bisogna seguire per creare un sito web?
Potrei continuare, ma preferisco rispondere ed affermare un ulteriore concetto che consegue da quanto appena detto: creare un sito web è un’attività di problem-solving.
È necessario armarsi di pazienza e di taccuino e, come ogni buon programmatore che si rispetti sa, fare una sorta di diagramma di flusso delle operazioni che occorre attuare e prevedere per approntare un sito web navigabile, stabile, performante e gradevole (se non accattivante).
Quindi, il primo passo è chiarire bene a se stessi e agli altri che cosa si vuole ottenere. Una vetrina dal bel design, ma fondamentalmente inutile perché statica e monolitica. Un magazzino stracolmo di casse variopinte nel quale perdersi irrimediabilmente. Un film spettacolare che già alla quarta visione spingerà lo spettatore a chiedere il rimborso del biglietto.
Il secondo passo consiste nell’ideazione del layout grafico del sito. A tutta pagina, a due o tre colonne, con filmato introduttivo oppure completamente in Flash, sulle tonalità del verde o con inserti rossi sul bianco ed il nero, squadrato o rotondeggiante, stile blog o stile portale verticale, etc. Ci sarebbe da sbizzarrirsi, se non fosse che esistono i famosi “paletti” di compatibilità: risoluzione monitor, sistema operativo, browser, etc. Prima di lanciarsi in spericolate grafiche futuristiche, conviene pertanto considerare bene quali sono le possibilità offerte e le conoscenze possedute.
Ora si può passare alla traduzione della grafica scelta nella pagina web vera e propria, che potrà più o meno complicarsi a seconda del grado di interattività che dovrà avere il sito (AJAX, PHP, ASP, etc.). Questo è il momento fatidico in cui bisognerà confrontare la visualizzazione di ciò che si desidera con quella resa dai vari browser circolanti. Passerei però direttamente alla prossima fase, perché non mi piace affatto enumerare i tanti caduti sul campo di battaglia nella ricerca del Santo Graal: la compatibilità cross-browser!
Fatti tutti i controlli del caso, ora si può pubblicare il sito e godersi il meritato riposo e la gloria dei posteri. Sempre che il sito sia stato ottimizzato e predisposto per i motori di ricerca… Ma tutto questo riguarda l’attività SEO!
Web 3.0 articolo molto divertente di Jeffrey Zeldman su cosa vuol dire al giorno d’oggi fare web development
Capire il web design altro articolo di Jeffrey Zeldman su web design e sua definizione
Cos’è Web 2.0 articolo, oserei dire “storico”, di Tim O’Reilly sul Web 2.0