In un articolo del 9 novembre scorso, intitolato SEO is dead, micah (sviluppatore del blog Learn to Duck) afferma che l'attività di SEO (Search Engine Optimization), così come è stata intesa finora, è destinata ad estinguersi nel giro di 3 anni. La causa?
Semplicemente, la nascita e la grande diffusione di social network come Twitter o Facebook e altri hanno provocato un forte spostamento nelle "preferenze" dei motori di ricerca, che premiano nel posizionamento i contenuti generati dagli utenti di social network, in quanto sono rilevanti, aggiornati, validi e reali.
In realtà, da ciò che scrive micah si capisce che anche i siti creati con CMS (Content Management System) orientati ai principi del SEO (in primis, WordPress) sono destinati a sopravvivere, se integrano perfettamente i contenuti del sito con tutte quelle caratteristiche raccomandate per posizionare al meglio il sito stesso, senza uscire dallo sforzo generale delle strategie di marketing che vogliono sostenere e promuovere l'attività di un'azienda.
L'attività di SEO deve essere parte integrante dell'organizzazione di un'azienda che vuole essere visibile sul web. Quando si pensa a un prodotto o ad un contenuto, deve essere pensato da subito nel modo migliore perché sia accettato dai motori di ricerca.
Ma tutto questo potrebbe non bastare...
Per questo motivo, l'autore dell'articolo consiglia di rimuovere dalle proprie strategie SEO la parola search engine e di sostituirla con social media, per istituire un'attività SMM (Social Media Marketing). Catturare l'attenzione delle relazioni sociali fra gli utenti del web e "capitalizzarla" diventano gli obiettivi principali del marketing del futuro.
Avrà forse più valore aprire un negozio virtuale su Second Life, piuttosto che rendere le pagine del proprio sito ottimizzate per Google.
Ma il consiglio migliore di micah è quello di assumere in azienda un "evangelista", qualcuno cioè che abbia doti di comunicazione "virtuale" tali da poter creare un polo di attrazione degli utenti web. Insomma, anche l'uomo-sandwich di ottocentesca memoria si è evoluto finalmente!